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Palazzo Rosselli del Turco: una storia iniziata quasi 500 anni fa

Il centro ESE è ospitato nello storico Palazzo Nobiliare Rosselli del Turco, mentre l'annesso giardino centenario è sede della galleria d’arte contemporanea Aria Art Gallery, partner della Scuola.

La prestigiosa famiglia Rosselli del Turco (foto: lo stemma collocato all'ingresso del Palazzo) acquistò l'edificio a un’asta giudiziaria circa a metà del ‘700, con lo scopo di renderlo sua residenza principale.

La famiglia fiorentina è conosciuta in Italia per aver dato i natali a famosi pittori, quali Cosimo e Matteo Rosselli e allo studioso di antichità Stefano Rosselli (1598-1664), autore di manoscritti sulle opere d’arte presenti nelle chiese fiorentine del Seicento; si distinsero inoltre per le considerevoli opere di bene.

Furono invece i precedenti proprietari a ordinarne la costruzione, la famiglia Borgherini, una delle più attente sostenitrici delle arti nella prima metà del ‘500 a Firenze. Intorno al 1507 Pier Francesco Borgherini (1480-1558) commissionò il progetto all'allora affermato architetto Baccio d’Agnolo.

La facciata s’impone ancora oggi sulla stretta strada con il linguaggio castigato che caratterizza i primi lavori di Baccio, con le finestre e il portone decorati da una corsa di bugnati e dagli eleganti ferri battuti, a sostegno di torce e stendardi. Dall’androne si accede a un atrio dall’andamento irregolare, dovuto al fatto che il muro della Chiesa dei Santi Apostoli confina con il palazzo. La copertura della volta a vele termina in raffinati peducci decorati da due fasce di foglie d’acanto il soffitto delle scale è invece realizzato in listoni di pietra, una rarità all’interno dei palazzi fiorentini.

Oggi questi spazi ospitano le opere d'arte contemporanea provenienti dall'Aria Art Gallery, in un elegante incontro tra presente e passato.

 

Racconta il Vasari nella vita dedicata a Baccio: “Diede a Pier Francesco Borgherini i disegni della casa in borgo Santo Apostolo, et in quella con grande spesa fece condurre ornamenti di porte e di camini, e particolarmente ordinò l’ordinamento di essa camera, il quale tutto di noce intagliato con somma bellezza, a bonissimo termine condusse”.

Salvi Borgherini fece costruire una camera nuziale in onore del matrimonio tra suo figlio Pier Francesco e Margherita Acciaiuoli, avvenuto nel 1515. Baccio d’Agnolo ne curò l’arredo ligneo e fece da tramite tra gli artisti ed il committente favorendo i pittori più importanti del momento per la decorazione pittorica: furono chiamati Andrea del Sarto, Pontormo, Bachiacca e Granacci. Le storie rappresentate entro pannelli incastonati nell’arredo erano quelle di Giuseppe Ebreo, probabilmente allusive alla giovane coppia o alla personalità del committente. La rinomanza e la bellezza di questa stanza fu tale che già dal 1584 alcuni pannelli furono venduti per volere di Francesco I de’ Medici, che desiderava avere nelle sue collezioni le storie eseguite da Andrea del Sarto e dal Granacci. Oggi i pannelli sono dispersi in vari musei europei, tra cui gli Uffizi.

Baccio d’Agnolo inoltre collaborò alla realizzazione dei particolari in pietra con Benedetto da Rovezzano, il quale aveva eseguito anche lo straordinario camino, oggi al Museo del Bargello.

La famiglia Borgherini abitò nel palazzo fino alla metà del ‘700, quando fu coinvolta in uno scandaloso ammanco dai Granai dell’Abbondanza. Il patrimonio e l’edificio furono confiscati dallo Stato e venduti all'asta, seguendo il destino che oggi conosciamo.

 

Testo redatto grazie alle informazioni fornite dall'Associazione Dimore Storiche Italiane – Sezione Toscana, info www.adsitoscana.it


Per ammirare le opere una volta parte dell'arredamento del Palazzo:

  • Museo degli Uffizi: le due tavole dipinte per la camera Borgherini da Francesco Granacci sono esposte nella Sala Michelangelo del Museo degli Uffizi. Granacci fu infatti molto amico di Michelangelo, le tavole sono state poste ai lati del famoso ‘Tondo Doni’, unica pittura certa di Michelangelo, fondamentale per la nascita di quella ‘maniera’ che Giorgio Vasari chiamò ‘moderna’

  • Museo del Bargello: Camino di Benedetto da Rovezzano (inv. Sculture Bargello, n. 233)

  • Galleria Palatina di Palazzo Pitti: qui i due dipinti di Andrea del Sarto, Storie dell'infanzia di Giuseppe (databile 1515-1516) e Giuseppe interpreta i sogni del faraone (data1516 o 1517). Le due scene facevano parte della decorazione della camera nuziale di Pierfrancesco Borgherini e Margherita Acciaiuoli, secondo la ricostruzione della Camera proposta dal Braham ornavano le spalliere dei due cassoni ai lati del letto (rispettivamente, n. inv. 87 e 88)

  • National Gallery di Londra: qui i quattro dipinti del Pontormo

  • I dipinti del Bachiacca sono invece in tutto sei, conservati a Roma, nella Galleria Borghese e a Londra, nella National Gallery)

Contatti della sede

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