Finanza internazionale e social media: affare o bolla?

Finanza internazionale e social mediaAlcuni osservatori della finanza internazionale guardano con preoccupazione le curve vertiginose delle quotazioni in borsa dei titoli, attuali e futuri, legati ai grandi nomi dei social media. Confidando del successo nel lungo periodo di realtà che potrebbero avere un futuro effimero, si tende a replicare la bolla speculativa del 2001, quando grandi capitali hanno puntato tutto sulla new economy.

LinkedIn, al debutto in borsa, ha registrato un’impennata delle quotazioni del 109%; Facebook è valutata 50 miliardi di Dollari, mentre Twitter raggiunge i 7 miliardi. Finché queste società e, principalmente, i loro servizi rimarranno sulla cresta dell’onda, le speculazioni basate su strumenti quali gli Etf (Exchange Traded Founds) faranno guadagnare gli esperti di finanza internazionale, mentre buona parte del resto del mondo continua, ignara, a navigare tra le pagine preferite dei social media.

Ma, proprio perché queste società sono fatte di una materia molto delicata, vale a dire il genio dei loro ideatori, sarà bene che le decisioni dell’azionariato di maggioranza sappiano essere lungimiranti e guardare allo spirito del servizio e, dunque, al profitto di lungo periodo, piuttosto che al potenziale speculativo di vita breve.

Secondo gli osservatori della finanza internazionale, il 2012 sarà l’anno decisivo per riscontrare un avvio rodato nelle borse dei titoli dei social media o l’ennesima crisi mondiale.

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Fonte immagine: www.flickr.com/photos/nikonvscanon/

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