Una delle cose più difficili da scoprire è quello che amiamo fare, non solo nell’adolescenza, ma per tutta la vita. E a meno che tu non scopra autonomamente ciò che davvero vuoi fare con tutto te stesso, finirai per fare qualcosa che non ha per te un interesse totale e la tua vita sarà infelice; ed essendo infelice, cercherai di distrarti andando al cinema, bevendo, leggendo i libri più disparati, o tentando di dare un senso alla tua vita scendendo per strada, partecipando a cortei che propugnano riforme, o credendo di poter aiutare il mondo arruolandoti nell’esercito triste dei filantropi e delle attività cosiddette umanitarie. In realtà queste nascondono un business di dimensione planetaria che si nutre della povertà quanto il commercio delle armi si nutre dei conflitti.
Il mondo non ha bisogno del tuo aiuto ma ha disperatamente bisogno del tuo cambiamento.
Scoprire cos’è che vuoi fare nella vita, indipendentemente da quello che ti spingono a fare i tuoi genitori, la società o la tua stessa infelicità. Questa la vera questione.
C’è qualcosa che vorresti fare senza stancarti, senza annoiarti, senza voler mai smettere? Se infatti capisci cosa vorresti davvero fare, allora sei un uomo libero con capacità e spirito di iniziativa. Essi nascono dalla conoscenza che hai di te e dalla fiducia che hai in te stesso. Ma se non arrivi a sapere per che cosa sei veramente nato finirai con il fare il lavoro di un altro, a vivere la vita di un altro.
In questo nessuno può aiutarti. Devi scoprire da solo cosa ami. E’ un lavoro di self-discovery, di studio di te stesso che nessuno può fare al posto tuo. Se pensi di scegliere una professione nei termini ordinari, con la preoccupazione di guadagnarti da vivere, di doverti inserire nella società, non saprai mai cosa ami fare. Quando ami qualcosa scegliere non è un problema, nè troverai ostacoli, tantomeno economici.
Chi fa ciò che ama avrà sempre tutto il denaro per continuare a farlo.
Quando lasci che l’amore segua il suo corso di certo farai la cosa giusta perchè non sarai abbagliato dal danaro o dal successo. Essi sono un effetto. Danaro e successo arrivano semplicemente e immancabilmente se avrai il coraggio di scegliere ciò che ami, se non sarai ipnotizzato da comportamenti di massa, da scelte collettive; se non cadrai nella trappola dell’imitazione, dell’uniformità. Uniformity is mediocrity.
D’altro canto, se fai solo quello che ti piace questo non è una garanzia sufficiente che stai facendo o riuscirai a scoprire ciò che veramente ami fare.
Per questo lo statement completo della European School of Economics è Do only what you love and Love what you do.
Per fare ciò che ami bisogna anche avere la responsabilità di amare ciò che fai.
Il vero significato della parola amore è nella etimologia della parola latina a-mors, assenza di morte. Qualunque cosa tu faccia, falla senza morte. Significa falla senza noia, rimpianto, accusa, senza usarla per giustificare le tue emozioni negative. La morte di un uomo comune è preceduta da mille morti psicologiche che ricorrono senza sosta ogni giorno della sua vita. Paura, dubbio, noia, ansietà accompagnano tutto quello che fa e soprattutto quello che chiama lavoro. Potremmo dire che lo spartiacque tra la massa degli impiegati, dei salariati, di chi lavora per qualcuno e dipende da un lavoro per vivere, e un uomo libero che fa ciò che ama, è il grado di libertà raggiunto interiormente.
Per i greci attaccatissimi alla libertà, dipendere da qualcuno per la sopravvivenza quotidiana era una servitù intollerabile. Secondo Aristotele si sarebbe dovuto rifiutare la qualifica di cittadino a tutti quelli che avevano bisogno di lavorare per vivere, a chi conduceva la vita di un salariato o praticava mestieri operai e lavori retribuiti che impediscono allo spirito ogni elevatezza ed ogni agio.
L’uomo dovrebbe solo dedicarsi a mantenere uno stato alto dell’essere, una condizione di serenità, e non smettere mai di sognare… tutto gli sarebbe aggiunto.
Solo un’umanità’ educata alla bellezza e alla verità, solo un’umanità sognante, intuitiva, contemplativa, può sopportare la responsabilità di amare ciò che fa e di fare ciò che ama (da: La Scuola degli Dei di Stefano E. D’Anna).
La vecchia umanità vuole continuare a lavorare, odiando ciò che fa e soffrendo facendolo… perpetuando la condanna biblica alla fatica e al dolore che accompagnò la sua uscita dal paradiso… Soprattutto vuole dipendere, ha deciso di vivere sotto l’egida della paura e del dubbio eleggendoli a suo patrimonio genetico e suoi datori di lavoro.