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	<title>Uniese Magazine</title>
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	<link>http://www.uniese.it/magazine</link>
	<description>Il magazine on line della International Business School ESE</description>
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		<title>Lo sport management e la formazione professionale</title>
		<link>http://www.uniese.it/magazine/attualita-e-approfondimenti/sport-management-formazione-professionale/</link>
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		<pubDate>Thu, 28 Jul 2011 06:48:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità e approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[sport management]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo sport management, ad oggi, è una disciplina che ha aumentato la propria complessità di pari passo con la crescita e l’evoluzione dell’industria dello sport.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.uniese.it/magazine/wp-content/uploads/2011/05/sport_mamagement.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1373" title="sport_mamagement" src="http://www.uniese.it/magazine/wp-content/uploads/2011/05/sport_mamagement-290x193.jpg" alt="Sport management" width="290" height="193" /></a>Lo <strong>sport management</strong>, ad oggi, è una disciplina che ha aumentato la propria complessità di pari passo con la crescita e l’evoluzione dell’<strong>industria dello sport</strong>. Per tale motivo, si è arrivati a creare un vero e proprio <strong>percorso formativo</strong> dedicato a coloro che vogliono intraprendere la professione manageriale nell’ambito sportivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Si potrebbe far risalire la nascita di tale professione agli albori dell’associazionismo di squadre o di atleti, ma sarebbe più corretto identificare con lo <a title="Sport management" href="http://www.uniese.it/magazine/tag/sport-management/">sport management</a>, tutte quelle competenze che sono (è proprio il caso di dirlo) entrate in gioco con l’avvento della vera e propria industria sportiva come oggi la conosciamo. In effetti, i primi a ricoprire tale ruolo, furono <strong>professionisti presi in prestito dall’industria produttiva</strong>, con una buona esperienza già consolidata nella gestione di fondi e di finanziamenti, ma anche nel confronto con le sfide offerte da ciò che oggi è un vero e proprio mercato con le sue regole e i suoi meccanismi.</p>
<p style="text-align: justify;">I primi corsi di alta formazione sull’argomento sono stati avviati agli inizi degli <strong>anni ’70</strong> del secolo scorso negli U.S.A.</p>
<p style="text-align: justify;">Da allora, il grado di specializzazione dello <strong>sport management</strong>, così come le materie trattate, è andato via, via raffinandosi per creare un sistema di competenze a sé e per formare professionisti in grado di interagire con norme nazionali e internazionali.</p>
<p style="text-align: justify;">Diventa manager sportivo con i migliori corsi di <a title="Sport management" href="http://www.uniese.it/corsi-brevi/management-dello-sport/">sport management</a> delle Business School più prestigiose.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>fonte foto: www.flickr.com/photos/7155676@N07/</em></p>
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		<title>Il marketing mix a cinque P</title>
		<link>http://www.uniese.it/magazine/attualita-e-approfondimenti/marketing-mix-cinque-p/</link>
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		<pubDate>Wed, 27 Jul 2011 07:30:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità e approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[Le quattro P che rappresentano le leve del marketing mix sono universalmente note. Ora ce n'è una quinta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-1420" title="marketing_mix_5_p" src="http://www.uniese.it/magazine/wp-content/uploads/2011/06/marketing_mix_5_p-290x136.jpg" alt="Le cinque p del Marketing Mix" width="290" height="136" />Le quattro P che rappresentano le <strong>leve del marketing mix</strong> sono universalmente note: <em>Product</em>, <em>Price</em>, <em>Place</em> e <em>Promotion.</em> Nell’efficacia del marketing si sta, però, affacciando una quinta P. Almeno è quanto sostiene la <strong>Edelman</strong>, società di PR che opera a livello globale, che ha analizzato il comportamento dei consumatori nell’era della recessione mondiale.</p>
<p style="text-align: justify;">La P di cui sopra farebbe riferimento alla quinta leva del posizionamento del brand nel mercato: il <em>Purpose</em>. Secondo la ricerca della Edelman, infatti, i consumatori ripongono più fiducia in aziende che mettano in pratica azioni positive nei confronti della società (e/o dell’ambiente). Una buona politica nei confronti dei propri lavoratori, una produzione sostenibile (socialmente ed ecologicamente), un sostegno alla comunità, una battaglia nei confronti di temi sensibili: sono tutte azioni che rientrano nell’ambito della quinta P, la <strong>leva del marketing mix del prossimo futuro</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">“Il Purpose (lo Scopo) permette all’azienda di ottenere un livello più profondo di legame con i consumatori” dichiara Mitch Markson, il fondatore del GoodPurpose di Edelman. Inoltre, I consumatori inizieranno a boicottare le aziende che non sono impregnate nelle buone cause, fornendo un vantaggio strategico agli operatori del mercato che hanno adottato una strategia di <strong>marketing mix a cinque P</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Vieni a scoprire tutti i segreti del marketing con i <a href="http://www.uniese.it/master-universitari/msc-master-in-marketing/">Master in Marketing</a> delle migliori Business School internazionali.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Fonte immagine: http://www.flickr.com/photos/daviderickson/</em></p>
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		<title>Finanza internazionale e social media: affare o bolla?</title>
		<link>http://www.uniese.it/magazine/attualita-e-approfondimenti/finanza-internazionale-social-media/</link>
		<comments>http://www.uniese.it/magazine/attualita-e-approfondimenti/finanza-internazionale-social-media/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 26 Jul 2011 11:04:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità e approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[finanza internazionale]]></category>

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		<description><![CDATA[Alcuni osservatori della finanza internazionale guardano con preoccupazione l'andamento delle quotazioni attuali e future dei social media.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-1426" title="finanza_internazionale_social_media" src="http://www.uniese.it/magazine/wp-content/uploads/2011/06/finanza_internazionale_social_media-290x193.jpg" alt="Finanza internazionale e social media" width="203" height="135" />Alcuni osservatori della <strong>finanza internazionale</strong> guardano con preoccupazione le curve vertiginose delle quotazioni in borsa dei titoli, attuali e futuri, legati ai grandi nomi dei social media. Confidando del successo nel lungo periodo di realtà che potrebbero avere un futuro effimero, si tende a replicare la bolla speculativa del 2001, quando grandi capitali hanno puntato tutto sulla <strong><em>new economy</em></strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">LinkedIn, al debutto in borsa, ha registrato un’impennata delle quotazioni del 109%; <strong>Facebook</strong> è valutata 50 miliardi di Dollari, mentre <strong>Twitter</strong> raggiunge i 7 miliardi. Finché queste società e, principalmente, i loro servizi rimarranno sulla cresta dell’onda, le speculazioni basate su strumenti quali gli Etf (Exchange Traded Founds) faranno guadagnare gli esperti di finanza internazionale, mentre buona parte del resto del mondo continua, ignara, a navigare tra le pagine preferite dei social media.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma, proprio perché queste società sono fatte di una materia molto delicata, vale a dire <strong>il genio dei loro ideatori</strong>, sarà bene che le decisioni dell’azionariato di maggioranza sappiano essere lungimiranti e guardare allo spirito del servizio e, dunque, al profitto di lungo periodo, piuttosto che al potenziale speculativo di vita breve.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo gli osservatori della finanza internazionale, il 2012 sarà l’anno decisivo per riscontrare un avvio rodato nelle borse dei titoli dei social media o l’ennesima crisi mondiale.</p>
<p style="text-align: justify;">Vi interessate di Finanza? Venite a scoprire i corsi in <a href="../../corsi-brevi/finanza-internazionale/"><strong>Finanza internazionale</strong></a> delle migliori <strong>Business School internazionali</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Fonte immagine: www.flickr.com/photos/nikonvscanon/</em></p>
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		<title>L’Economia ambientale: il punto di equilibrio tra limite e crescita</title>
		<link>http://www.uniese.it/magazine/corsi-lauree-e-master/economia-ambientale-equilibrio-limite-e-crescita/</link>
		<comments>http://www.uniese.it/magazine/corsi-lauree-e-master/economia-ambientale-equilibrio-limite-e-crescita/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 25 Jul 2011 07:19:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corsi, lauree e master]]></category>
		<category><![CDATA[economia ambientale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.uniese.it/magazine/?p=1464</guid>
		<description><![CDATA[È possibile conciliare produzione e rispetto dell’ambiente? La risposta è affermativa e ha un nome: si chiama Economia ambientale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-1465" title="economia-ambientale" src="http://www.uniese.it/magazine/wp-content/uploads/2011/07/economia-ambientale-290x217.jpg" alt="Economia ambientale" width="203" height="152" />È possibile conciliare produzione e rispetto dell’ambiente? La risposta è affermativa e ha un nome: si chiama <strong>Economia ambientale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa disciplina, che va a innestarsi in un filone teorico molto più antico e battuto, è ha origine dalla <strong>presa di coscienza</strong>, da parte delle realtà produttive,<strong> </strong>della responsabilità per i danni ambientali di politiche industriali più o meno aggressive.</p>
<p style="text-align: justify;">La necessità di un ridimensionamento del <strong>consumo spregiudicato di risorse limitate</strong> o, quantomeno, dell’individuazione di un <strong>punto d’equilibrio</strong> è anche sollecitata da un <strong>consumo critico</strong> che è andato diffondendosi dagli anni ’80 fino ai nostri giorni, generando grandi movimenti in grado di danneggiare anche le realtà più consolidate.</p>
<p style="text-align: justify;">Da un altro punto di vista, l’azienda attenta alla sostenibilità che pone in atto <strong>strategie di economia ambientale</strong>, viene frequentemente premiata da una salda fidelizzazione dei consumatori sensibili al tema.</p>
<p style="text-align: justify;">Parlando di <strong>sostenibilità ambientale</strong> si può facilmente cadere in un errore credendo si tratti di un argomento legato esclusivamente alle grandi realtà produttive. Sono sempre di più, infatti, le piccole aziende che promuovono il proprio impegno ambientalista come bandiera di un’<strong>etica aziendale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">L’<strong>Economia ambientale </strong>ha rappresentato una vera e propria <strong>rivoluzione nel campo dell’Economia</strong>, conciliando ciò che sembrava inconciliabile: la crescita economica e il limite, autoimposto, del rispetto per l’ambiente.</p>
<p style="text-align: justify;">In una parola: <strong>sostenibilità</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Vieni a scoprire tutti i segreti della sostenibilità con il <strong><a title="Corso di Economia Ambientale" href="http://www.uniese.it/corsi-brevi/economia-ambientale/">corso in Economia ambientale</a></strong> delle Business School più rinomate.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Fonte immagine: www.flickr.com/photos/sahmeepee/</em></p>
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		<title>Il Social Media Management nell’era dell’always on</title>
		<link>http://www.uniese.it/magazine/attualita-e-approfondimenti/social-media-marketing-always-on/</link>
		<comments>http://www.uniese.it/magazine/attualita-e-approfondimenti/social-media-marketing-always-on/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 22 Jul 2011 06:46:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità e approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[social media manager]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo sanno bene i Social Media Manager esperti: la nostra era è caratterizzata dallo stile di vita always on.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-1482" title="social-media-management" src="http://www.uniese.it/magazine/wp-content/uploads/2011/07/social-media-management-290x220.jpg" alt="Social media management e always on" width="203" height="154" />Lo sanno bene i <strong>Social Media Manager</strong> esperti: la nostra era è caratterizzata dallo stile di vita <strong><em>always on</em></strong>. Con questo neologismo si fa riferimento all’ammontare di ore della nostra quotidianità spese sul web, che oramai ha quasi superato il tempo passato fuori dalla rete.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli innumerevoli servizi offerti su internet e la diffusione di dispositivi portatili con i quali è possibile navigare agevolmente e a costi contenuti hanno permesso la diffusione dello stile di vita dell’internauta. E ciò ha avuto un riflesso anche sulle campagne e sulle strategie di Marketing delle aziende. In particolar modo, l’immediatezza d’utilizzo e il <strong>fenomeno virale dei Social Media</strong> hanno creato un bacino di target potenziale che ha un valore aggiunto irrinunciabile per manager e aziende: la possibilità di profilare, nel dettaglio, l’utenza alla quale rivolgersi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Marketing, con l’ausilio delle piattaforme Social Media, nell’era dell’<em>always on </em>diventa una comunicazione ben mirata. Vale a dire: <strong>efficacia massima a budget contenuto</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">La rivoluzione dell’<em>always on </em>non si limita a questo.</p>
<p style="text-align: justify;">Con il cambiamento delle abitudini di vita della maggioranza della popolazione globale con capacità di spesa, cambia anche il modo di comunicare e di percepire la realtà.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto ciò ha portato alla necessità di creare <strong>nuove professionalità</strong> in grado di gestire i <strong>nuovi media</strong> a disposizione delle aziende, di gestire i <strong>nuovi linguaggi</strong> web e di rapportarsi ai nuovi concetti di <em>digital reputation</em>, <em>e-pinions</em> ed <em>e-crm</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Strumenti del mestiere che possono essere acquisiti nell’ambito dei <strong>corsi di alta formazione di </strong><a title="Social Media manager e Always on" href="http://www.uniese.it/news-ed-eventi/nuova-edizione-del-corso-per-diventare-social-media-manager-a-milano.html"><strong>Social Media Manager</strong></a>, promossi dalle Business School di rilevanza internazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><em>Fonte immagine: www.flickr.com/photos/krazydad/</em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Professione: esparto di ecosostenibilità</title>
		<link>http://www.uniese.it/magazine/corsi-lauree-e-master/professione-esparto-di-ecosostenibilita/</link>
		<comments>http://www.uniese.it/magazine/corsi-lauree-e-master/professione-esparto-di-ecosostenibilita/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 21 Jul 2011 06:51:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corsi, lauree e master]]></category>
		<category><![CDATA[economia ambientale]]></category>

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		<description><![CDATA[Interazione bilanciata tra sistema economico e sistema ambientale: si chiama ecosostenibilità ed è un valore sempre più condiviso da imprese, aziende e società di ogni dimensione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-1485" title="ecosostenibilità-economia-ambientale" src="http://www.uniese.it/magazine/wp-content/uploads/2011/07/ecosostenibilità-economia-ambientale-290x217.jpg" alt="Economia ambientale ed ecosostenibilità" width="203" height="152" />Interazione bilanciata tra sistema economico e sistema ambientale: si chiama <strong>ecosostenibilità</strong> ed è un valore sempre più condiviso da imprese, aziende e società di ogni dimensione.</p>
<p style="text-align: justify;">L’introduzione di questo elemento all’interno della programmazione strategica delle realtà produttive, che sia essa stata indotta da un’<strong>accresciuta consapevolezza nei consumatori </strong>o da un <strong>management illuminato</strong>, ha apportato nuovi punti di vista e approcci alla “matematica della produzione”.</p>
<p style="text-align: justify;">Concetti come l’utilità indiretta della <strong>qualità ambientale</strong>, <strong>funzione di danno</strong>, <strong>beni ambientali</strong>, <strong>livello d’inquinamento socialmente tollerabile</strong>, sono entrati a far parte di una disciplina atta a preparare i professionisti del prossimo futuro: gli esperti di eco sostenibilità. Disciplina relativamente giovane, ma già in grado di fornire case history dettagliate e buone prassi efficaci e già diffuse.</p>
<p style="text-align: justify;">La necessità di una nuova professionalità deriva anche dalla presenza di un notevole corpus normativo sovranazionale e nazionale di riferimento, nel quale le aziende devono sapersi muovere con competenza, integrando strategie produttive e <strong>norme di ecosostenibilità</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Per diventare professionisiti del settore, seguite i migliori corsi di <strong><a title="Economia ambientale" href="http://www.uniese.it/corsi-brevi/economia-ambientale/">Economia Ambientale</a></strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Fonte immagine: www.flickr.com/photos/freefoto/</p>
]]></content:encoded>
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		<title>L’industria cinematografica non profit di Robert Redford</title>
		<link>http://www.uniese.it/magazine/lifestyle/industria-cinematografica-non-profit-robert-redford/</link>
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		<pubDate>Wed, 20 Jul 2011 07:48:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[industria cinematografica]]></category>

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		<description><![CDATA[Dietro un grande progetto c’è un grande uomo con un sogno. È il caso del Sundance Institute di Robert Redford e dell’industria cinematografica non profit. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-1439" title="redford-industria-cinematografica-sundance" src="http://www.uniese.it/magazine/wp-content/uploads/2011/06/redford-industria-cinematografica-sundance-290x193.jpg" alt="Robert Redford e l'industria cinematografica" width="232" height="154" /><strong>Industria cinematografica non profit</strong>. Sembra una contraddizione in termini, invece è la <strong>realizzazione di un sogno</strong> che dura dal 1981. Il Sundance Institute è l’idea di cinema e di teatro di un grande uomo come Robert Redford. Una produzione cinematografica che si fa carico di supportare ‘<strong>risk-taking storytellers</strong>’: narratori che affrontano il rischio di raccontare una storia fuori dai canoni del <em>mainstream</em>. Con ciò, l’uomo (o la donna), la motivazione e la storia tornano ad anteporsi a mere valutazioni di botteghino, in un ambito produttivo altamente competitivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Un progetto coraggioso che si pone l’obiettivo di sviluppare artisti indipendenti di tutto il mondo, ma anche di contribuire allo sviluppo di chi fruisce dei prodotti dell’industria cinematografica e teatrale: il pubblico. Con la responsabilità del messaggio diffuso, <strong>la produzione cinematografica del Sundance Institute</strong> assume un <strong>valore a tutto tondo</strong> che sfida la logica di un mercato, senza voler entrare in competizione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 16 giugno 2011, il Sundance Institute ha compiuto <strong>30 anni</strong>, rivelandosi una delle realtà produttive tra le più longeve dell’industria cinematografica.</p>
<p style="text-align: justify;">Se il <strong>mondo del cinema</strong> ti appassiona, realizza il tuo <strong>sogno professionale</strong> con il corso breve per <a href="../../corsi-brevi/produttore-cinematografico-e-televisivo/">produttore cinematografico e televisivo</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><em>Fonte immagine: www.flickr.com/photos/publiccitizen/</em></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Oltre il Management c’è il Manager</title>
		<link>http://www.uniese.it/magazine/lifestyle/oltre-management-manager/</link>
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		<pubDate>Tue, 19 Jul 2011 11:09:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[management]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Manager dietro il Management, che deve essere riportato al centro dell’attenzione. In ciò si gioca la formazione di una nuova classe dirigente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-1488" title="manager-management" src="http://www.uniese.it/magazine/wp-content/uploads/2011/07/manager-management-290x197.jpg" alt="Il manager dietro il management" width="203" height="138" />L’<strong>insegnamento del Management </strong>ha trovato in <strong>Peter Drucker</strong> (1909 Austria Ungheria, 2005 USA) una guida insostituibile. E, come tale, egli non si è tirato in dietro nel momento di criticare la propria disciplina e le distorsioni alle quali è stata soggetta.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel testo “<em>Management challenges for the 21st century</em>”, Drucker ha individuato alcuni assunti che risultano errati e fuorvianti. Un rischio serio per chi sta apprendendo la disciplina.</p>
<p style="text-align: justify;">Il primo assunto è che ‘Management’ significa ‘Business Management’, il secondo è che esiste o deve esistere una sola corretta struttura organizzativa. Il terzo, in fine, è che esiste un solo modo corretto di gestire le risorse umane.</p>
<p style="text-align: justify;">Con queste provocazioni, il teorico del Management ha voluto porre l’accento su una chiusura di orizzonti su un tema ampio e complesso come l’essere umano stesso.</p>
<p style="text-align: justify;">Ed è proprio l’essere umano, <strong>il Manager dietro il Management</strong>, che deve essere riportato al centro dell’attenzione. In ciò si gioca la formazione di una nuova classe dirigente in grado di declinare le fredde formule matematiche apprese dai libri di economia alle regole di un’etica salda e incorruttibile.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Manager, in qualsiasi campo esso operi e ovunque applichi le teorie del <strong>Management</strong>, è colui che interagisce con il contesto per <strong>realizzare un proprio sogno</strong>. Ma è anche colui che si assume la responsabilità di ciò che ha realizzato.</p>
<p style="text-align: justify;">Se ti interessa l’argomento, scopri <strong><a title="Perché scegliere la European School of Economics (ESE)" href="http://www.uniese.it/perche-ese/">perché scegliere la European School Of Economics</a></strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><em>Fonte immagine: www.flickr.com/photos/jeffmcneill</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Studiare a New York: l’ambizione di chi punta in alto</title>
		<link>http://www.uniese.it/magazine/lifestyle/studiare-a-new-york-ambizione-punta-alto/</link>
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		<pubDate>Mon, 18 Jul 2011 07:38:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[studiare a new york]]></category>

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		<description><![CDATA[tudiare a New York è l’ambizione di tutti coloro che puntano in alto: la Grande Mela è la capitale mondiale della finanza, del business, del marketing, della comunicazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-1492" title="studiare-new-york" src="http://www.uniese.it/magazine/wp-content/uploads/2011/07/studiare-new-york-290x217.jpg" alt="Studiare a New York" width="290" height="217" />Studiare a New York</strong> è l’ambizione di tutti coloro che puntano in alto: la Grande Mela è la capitale mondiale della finanza, del business, del marketing, della comunicazione. Ciò che accade a New York ha sempre influssi e conseguenze anche sul resto del mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo senso, <strong>studiare a New York</strong> significa essere catapultati al centro del mondo, alla ricerca di quelle competenze determinati per l’affermazione e la realizzazione nel mondo del lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;">Molti dei <strong>manager delle più grandi aziende italiane ed europee</strong> hanno alle loro spalle un periodo di studio e/o formazione negli Stati Uniti, in particolare a New York. Sfide sempre nuove e competenze da acquisire: questo offre la Grande Mela.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come fare per intraprendere questa eccitante avventura</strong>? Il modo migliore è frequentare un master di formazione a New York: Business Administration, International Finance, International Marketing, oppure un corso di Alta Formazione in Comunicazione Aziendale. Le possibilità sono tante. Bisogna solo scegliere la propria strada.</p>
<p style="text-align: justify;">Studiare a New York è <strong>una scelta che può cambiare la vita</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Tieniti sempre aggiornato sulle migliori opportunità per <a title="Studiare a New York" href="http://www.uniese.it/magazine/tag/studiare-a-new-york/">studiare a New York</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><em>Fonte immagine: www.flickr.com/photos/kaysha</em></p>
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		<title>Gestione del personale: il Downsizing la parola d’ordine in tempi di crisi</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jul 2011 08:19:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità e approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[gestione delle risorse umane]]></category>

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		<description><![CDATA[Il management aziendale, in tempi di crisi, può ricorrere al Downsizing. Attraverso la gestione del personale si può migliorare la competitività della struttura per tentare una ripresa che mira al futuro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-1497" title="gestione-personale-downsizing" src="http://www.uniese.it/magazine/wp-content/uploads/2011/05/gestione-personale-downsizing-290x217.jpg" alt="Gestione del personale: il downsizing" width="203" height="152" />Il <a href="../../"><strong>management aziendale</strong></a>, in tempi di crisi, può ricorrere al <em>Downsizing</em>. Attraverso la gestione del personale si può migliorare la competitività della struttura per tentare una ripresa che mira al futuro.</p>
<p style="text-align: justify;">In parole povere e al di fuori dei dizionari manageriali, <em>Downsizing</em> altro non significa se non ‘Ridimensionamento aziendale’. Concetto che, nell’ultima crisi internazionale, ha interessato molte aziende italiane e non solo. Ma che ha duramente colpito anche molte famiglie.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono state individuate quattro motivazioni che muovono l’azienda verso decisioni di <em>Downsizing</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">La prima è piuttosto lapalissiana: la <strong>riduzione dei costi</strong>. Il capitolo della gestione del personale e del costo del lavoro è sicuramente uno di quelli più rilevanti nell’ambito del bilancio aziendale.</p>
<p style="text-align: justify;">La seconda motivazione frequentemente riscontrata è quella della <strong>chiusura di stabilimenti</strong> produttivi o di settori produttivi ritenuti obsoleti.</p>
<p style="text-align: justify;">Tristemente noti per grandi operazioni di <strong>licenziamento collettivo pianificato</strong> (come può essere correttamente tradotto il termine <em>Downsizing</em>), sono le grandi <strong>fusioni aziendali</strong>. In questo caso, infatti, la nuova realtà si troverà, in organico, “doppioni professionali” che possono pesare sulla gestione del personale.</p>
<p style="text-align: justify;">Ultimo caso è quello della riduzione di organico dovuta al <strong>trasferimento di sede</strong>. In alcuni casi, interi settori aziendali possono essere trasferiti verso aree con costi del lavoro più bassi.</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre a ciò, si possono annoverare casi di ricorso al <em>Downsizing</em> per una <strong>mera operazione speculativa azionaria</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Nonostante il licenziamento collettivo pianificato possa sembrare un’azione degna di manager senza scrupoli, ove correttamente gestito, può trasformarsi in un’opportunità anche per il dipendente.</p>
<p style="text-align: justify;">“<em>Nella fusione farmaceutica fra Rouche Holding e Syntex</em> – fanno notare D. Boldizzoni, F. Paoletti nel testo Gestione delle risorse umane, Apogeo Editore – <em>molti dipendenti uscirono volontariamente per trarre vantaggio dal pacchetto di incentivi, un ‘paracadute’ che riconosceva da due a tre anni di retribuzione completa a chi presentava le dimissioni.</em>”</p>
<p style="text-align: justify;">Una partita, quella del <em>Downsizing</em>, che i <strong>manager della gestione risorse umane</strong> devono giocare con molta cautela per non rischiare di privare l’azienda di risorse fondamentali.</p>
<p style="text-align: justify;">Appassionati di Human Resources? Ecco i migliori corsi in <a href="../../corsi-brevi/gestione-risorse-umane/">Gestione delle Risorse Umane</a>.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>fonte immagine: www.flickr.com/photos/9516941@N08/</em></p>
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